Il Rinascimento italiano
Pubblicato in 07. ago, 2011 da colombo in Storia | Nessun commento
In arte e in letteratura si dà il nome di Rinascimento a quel periodo della civiltà europea che comprende i secoli XV e XVI, anche se i segni di un cambiamento si erano già avvertiti nella seconda metà del Trecento. Il cambiamento risiede più che in fattori esterni, nel modo di pensare dell’uomo che si riappropria della sua centralità nel mondo.
L’Umanesimo
Nel Medioevo tutto ruotava attorno a Dio. L’uomo rinascimentale invece incominciò a guardare con occhi diversi se stesso, scoprendo di avere possibilità fino ad allora ignorate o non valorizzate pienamente. Riscoprì la natura, la studiò attentamente, incominciò a ricavare da essa delle leggi secondo un metodo scientifico; inventò la prospettiva. In questo fervore di studi e di scoperte, l’uomo comprese di essere rinato a nuova vita: ecco perché si parla di Rinascimento, perché nell’italiano del tempo era così che si diceva rinascita. L’Italia fu la culla del Rinascimento e la cultura italiana contagiò gran parte dell’Europa. Rinascimento italiano significò anche riscoperta dei testi greci e latini che vennero interpretati in modo originale traendo da essi una specie di vigore nuovo. Lo studio delle “humanae litterae”, da cui deriva il termine Umanesimo, forgiò il carattere e la loro personalità dei personaggi del tempo.
Il mecenatismo delle corti
Basta pensare a Leonardo da Vinci che spaziò dalla pittura all’ingegneria, dalla letteratura all’anatomia; o più semplicemente a Lorenzo dei Medici che compose poesie con la stessa disinvoltura con cui trattò gli affari di stato e le questioni di alta finanza. Le parole degli antichi uscirono dal chiuso delle biblioteche e delle università, cominciarono a circolare tra gli studenti anche nei collegia, cioè nei quartieri-albergo-dormitorio in cui abitavano, nelle taverne in cui si ritrovavano per studiare e discutere. Tra gli studenti sempre più numerosi erano i non-ecclesiastici: figli dei borghesi delle città che ambivano a diventare medici, giuristi, uomini d’affari, poeti e artisti. I più capaci tra loro venivano ospitati nelle corti delle signorie italiane: particolarmente famose furono quelle dei Gonzaga a Mantova, dei Medici a Firenze, dei Montefeltro a Urbino, degli Este a Ferrara e quella papale a Roma.
Foto: Ina Schoenrock – Fotolia