Racconti e Novelle medievali: I principali esponenti
Pubblicato in 08. ago, 2011 da colombo in Arte | Nessun commento
Il racconto breve è una forma letteraria molto antica che, sviluppatasi quando la cultura era ancora essenzialmente orale, nel Medioevo attraverso l’exemplum, ma soprattutto la novella, ha acquisito una sua autonomia. L’exemplum è una tipologia di novella molto semplice, che si pone a metà strada tra la fiaba e la parabola e veniva utilizzata per raccontare la vita dei Santi, a scopo moralista ed educativo. La novella inizia a diffondersi nel Duecento in Italia e in seguito, grazie al Decamerone di Giovanni Boccaccio si emancipa al punto che il suo stesso nome fa riferimento al concetto di novità.
Il “Novellino” o “Le cento antiche novelle”
Scritto tra il 1281 e il 1300, il “Novellino” è una raccolta anonima di novelle conosciuta anche come “Le cento antiche novelle”. Nell’opera sono presentati personaggi tipici della borghesia comunale che vengono celebrati mettendo in risalto gli ideali di cortesia, intelligenza e bel parlare. I racconti sono essenziali e brevi al punto da sembrare schematici, ma ricchi di aneddoti. La raccolta si colloca nell’ambito dei trattati morali tipici del XIII secolo per cui i racconti, che dovevano insegnare ed esortare, risultavano più efficaci se brevi e asciutti.
Boccaccio: il maestro della novella
L’opera della maturità di Boccaccio e a cui è legata la sua fama è il Decamerone (1348-1358): una raccolta di cento novelle divise in dieci giornate. Il titolo deriva dal greco infatti e significa dieci giorni. Per la struttura del Decamerone l’autore prende come pretesto la peste di Firenze del 1348 e narra di sette donne e tre uomini che, per sfuggire all’epidemia, si rifugiano in una grande villa fuori dalla città e trascorrono il tempo raccontando una novella ciascuno per dieci giorni su un tema prestabilito da chi viene eletto re o regina. Nelle novelle protagonista assoluto è l’amore in tutti i suoi aspetti, tragico o gioioso, dominato dal destino o venato di egoismo personale. Ci sono anche altri elementi come l’arguzia, la beffa, l’astuzia rappresentati in personaggi indimenticabili quali il Cuoco Chichibio. Il Boccaccio in questa sua opera si rivela ottimo conoscitore di tutti i vizi e le virtù dell’uomo.
Immagine: Ina Schoenrock – Fotolia